martedì 26 giugno 2007

da "Il Grande Dizionario Garzanti di Italiano 2007"

lemma splog Definizione n.m. invar.

(Internet) blog fasullo, creato a scopo pubblicitario per attirare utenti su un altro sito, di solito commerciale; anche, inserimento automatizzato di numerosissimi articoli fasulli in blog veri, sempre a scopo pubblicitario

Voce ingl.; comp. di sp(am) e (b)log.

© 2005 De Agostini Scuola Spa - Garzanti Linguistica


SPERIAMO DI NON DIVENTARE UNO SPLOG!

mercoledì 13 giugno 2007

I ministri Ue dell'agricoltura sono impazziti!


Per contrastare il fenomeno delle contaminazioni accidentali di ogm nelle colture tradizionali, i ministri dell'agricoltura dell'Europa hanno deciso di permettere, per legge, una tolleranza di Organismi geneticamente modificati dello 0,9% addirittura nei prodotti biologici.
Semplice ed economico, perche' non alziamo i valori di riferimento delle sostanze dannose nelle acque potabili per permettere a quelle minerali in bottiglia di essere piu' buone?
Lo abbiamo gia' fatto???
Per correttezza di cronaca va detto che Italia, Belgio, Svezia e Ungheria hanno votato contro, proponendo invece una soglia massima dello 0,1%, ma la decisione non e' stata appoggiata dalla Polonia, che sembra aver fatto da ago della bilancia.

(Fonte: Verdi.it)

lunedì 21 maggio 2007

Corna italiane

CORNA: LE DONNE VOGLIONO SAPERE

Sorpresa: il tradimento omosessuale non ferisce il partner

di Carlo Alessi

Se mi tradisci me lo devi dire. A pensarla così è il 74% degli italiani, evidentemente molto lontani dal famoso detto: lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

C’è voglia di consapevolezza in tema di corna e il desiderio è molto più manifesto tra le donne (76% delle intervistate) che non tra gli uomini (69%).

Cade quindi il tabù del non voler sapere, del mitico cornuto contento che non vuole rendersi conto delle “distrazioni” della partner per un quieto vivere fatto di tanta comodità e nessuna sincerità. Sono cambiati i tempi, la consapevolezza è dunque un valore e non più un disastro.

Poco è invece cambiato nel dopo, infatti è consistente maggioranza (il 61%) di quanti considerano il tradimento la fine del rapporto di coppia. A non perdonare sono più le donne (66%) che gli uomini (55%).

Il pruriginoso sondaggio, svolto dalla Swg per un settimanale italiano di costume, approfondisce un argomento di non facile divulgazione tra gli amici in fase di confidenze intime: cosa accade se un lui ti tradisce per un altro uomo o una lei per un’altra donna?

I rapporti omosessuali sono quelli che feriscono di meno il o la partner, forse sono tranquillizzati dall’impossibilità di un confronto diretto con il rivale.

Così l’essere traditi con una persona dello stesso sesso (tradimento eterosessuale) ferisce di piu' (per il 61% degli uomini e il 48% delle donne), mentre di fronte ad una scappatella omosessuale il 38% delle donne e il 24% degli uomini si dichiara meno infastidito.

Inchieste a parte, sempre corna sono e vale la pena di analizzare il fatto che oggi in Italia la propensione al tradimento non ammette più distinzioni di sesso. Le donne tradiscono quasi quanto gli uomini, mentre il tradimento sembra essere accettato per le donne e non costituisce più un disonore familiare.

Addio, insomma, alla monogamia del passato, tramontata la famiglia di tipologia patriarcale e l'evasione sessuale non rappresenta più un tabù. Attualmente anche molte coppie salde si dichiarano aperte a vivere esperienze diverse, anche grazie ad una società più dinamica ed effervescente che permette alla coppia momenti di arricchimento che le salva dalla monotonia.

La dimostrazione è nel fenomeno dello scambio di coppia cui ricorrono persone legate che desiderano fare un'esperienza “fuori dal comune”; tuttavia, non si può parlare di un fenomeno frequente, ma di una realtà abbastanza presente, basti pensare a luoghi come i club privée in cui si praticano gli scambi di coppia.

“Più di parlare di scambismo, parlerei di infedeltà. – ha precisato la psicologa Paola Nicolini in un’intervista rilasciata all’ottimo settimanale Oltrenews.it- All'interno di una coppia quando non si trova più uno stimolo, lo si va a ricercare in un terzo e la coppia, a mio parere, deve tenere in considerazione l'ombra del terzo, perché oggigiorno siamo sovrastimolati da affetto relazionale, abbiamo bisogno di entrare in contatto con gli altri, sia nell'ambito lavorativo che in quello extralavorativo. Quindi, ritagliarsi nell'arco della settimana, dei momenti propri al di fuori di quelli con il partner è positivo, senza aver il timore di essere traditi, ma comprendendo che si possono avere delle possibilità; ed è necessario affrontarle parlando invece di chiudere la porta.”

La situazione cambia, assumendo contorni più ambigui e pesanti, quando si è in presenza di tradimento omosessuale. “In quel caso entra in gioco una questione di identità. – ha osservato l'esperta a Oltrenews.it - Chi subisce il tradimento si tormenta convincendosi di non aver mai conosciuto bene il proprio partner nella sua identità sessuale e quest'ombra, di riflesso, come uno specchio, prende forma in un'incertezza sulla persona stessa che si domanda chi è veramente e cosa è successo e perché è successo.”

venerdì 11 maggio 2007

Maggio dei monumenti 2007

A maggio Napoli fiorisce; spettacoli, mostre, iniziative, che trasformeranno la città in un immenso museo a cielo aperto. Nel Maggio dei Monumenti, il capoluogo partenopeo accoglie una programmazione di eventi che ha pochi eguali: complice il clima, gli straordinari paesaggi e lo sterminato patrimonio artistico e museale, Napoli diventa la capitale della cultura e dello spettacolo. Una scommessa cominciata anni fa, e oggi lo possiamo affermare, perfettamente riuscita. Un risultato raggiunto con il tempo e la costanza, grazie anche al lavoro sinergico delle istituzioni, e grazie alla formidabile vivacità degli operatori della cultura e dello spettacolo.

Quest'anno, il Maggio a Napoli indagherà il lato oscuro della città del sole per antonomasia: il tema "I misteri di Napoli" racconterà le leggende, i miti, l'arcano che, dalla sua fondazione, accompagnano la nostra città. A partire da quella che vuole che la sua sorte sia legata alla fragilità di un uovo sotterrato nelle fondamenta del Castel dell'Ovo, passando, con le visite guidate, attraverso il fascino macabro del cimitero delle Fontanelle, con tutte le storie fiorite su quel prodigioso accumulo di resti, giungendo poi all'avanguardia di un genio della multimedialità come Brian Eno, con i suoi 77 milioni di immagini dedicate a Napoli.

I quattro Grandi Eventi che si snoderanno durante altrettanti week end e declineranno il tema del mistero in tutti i suoi aspetti; così come le visite guidate, che saranno, per i turisti e gli stessi napoletani, un'affascinante viaggio dell'ignoto della nostra storia.

In ogni piazza e in ogni strada ci saranno tracce del fermento che questo mese porta con sé, segnali che i napoletani e i turisti potranno seguire per essere pienamente coinvolti in questa magica atmosfera. Tracce a volte evidenti e a volte nascoste, segnali di una città antichissima e moderna, che si affaccia, come una nobile signora, dai merli delle sue fortezze sul terzo millennio.


il programma

1. Il 3, 4 e 5 maggio, al Castel dell'Ovo e alla Casina Pompeiana, il tema dato "Il noir, l'horror, il thriller e il mistery nella letteratura e nella cinematografia a confronto con la storia di Napoli", verrà interpretato dalla manifestazione "L'uovo di Napoli - I misteri del capoluogo partenopeo";
2. Il 10, 11, 12 e 13 maggio al Castel Nuovo, per "Rappresentazioni di leggende, miti e arcani legati alla storia della città", si svolgerà la rassegna "Maschere, Misteri e Musica";
3. Il 19 e 20 maggio al centro storico, presso i maggiori monumenti e nei parchi, per "Le magie delle arti di strada", la manifestazione "Parchi, Piazze Vicoli e Misteri" farà invadere Napoli da duecento tra musicisti, mimi, giocolieri e acrobati;
4. Il 26 e 27 maggio, sul lungomare da Bagnoli a Vigliena, "Alchimie di suoni e colori". "77 Million Paintings for Naples", un affascinante progetto multimediale ideato dal genio visionario di Brian Eno.


Valeria Valente
Assessore al Turismo, Grandi Eventi e Pari Opportunità
del Comune di Napoli

lunedì 7 maggio 2007

Riccardo Scamarcio - L'attore più gettonato del cinema italiano parla del suo ultimo film


Ormai è diventato quasi impossibile andare al cinema e non trovare sul grande schermo Riccardo Scamarcio, l'attore più richiesto dai registi italiani negli ultimi tempi e diventato il sogno proibito di molte ragazze italiane. E' lui il 'principe' bello, ribelle, ma anche un po' tenebroso, che riesce a farsi adorare da tutte soltanto con uno sguardo.

Il ruolo che l'attore pugliese svolge nel suo ultimo film, "Mio Fratello E' Figlio Unico" - nelle sale dal 20 aprile 2007 - non ha niente a che vedere con lo Step 'spaccacuori' di "Tre Metri Sopra Il Cielo" prima e di "Ho Voglia Di Te" dopo. Nella pellicola diretta da Daniele Luchetti, Scamarcio si trasforma in Manrico, fratello di Accio (interpretato dall'altro protagonista Elio Germano).

Non a caso, questa è un'intervista doppia nella quale i due attori raccontano i loro personaggi e quello che significa dover confrontarsi continuamente con un fratello che è esattamente l'opposto di quello che l'altro rappresenta, sia da un punto di vista personale sia per quanto riguarda l'ideologia politica.

Come spiega Riccardo, Manrico "è il fratello maggiore ed è un personaggio scansonato e pieno di vitalità... ama le cose belle della vita pur essendo impegnato nella rivoluzione studentesca". A differenza di Accio, che è un ragazzo molto più idealista e in continua ricerca della propria identità, che deve lottare contro la figura del fratello maggiore - considerato da tutta la famiglia come un personaggio vincente. Nonostante questa apparente diversità, Scamarcio sostiene che "il legame di sangue tra i due fratelli prevale su qualasiasi ideale: questa è la vittoria del bene e della pace in un senso metaforico".

"Mio Fratello E' Figlio Unico" è ambientato tra Latina, Roma e Torino e si svolge nel corso di due decenni fondamentali per la storia della vita sociale italiana contemporanea, a cavallo tra gli anni '60 e '70.

giovedì 26 aprile 2007

Prova del surriscaldamento terrestre

AMBIENTE

Il surriscaldamento del pianeta fa comparire una terra fino ad oggi sconosciuta
L'esploratore americano che l'ha scoperta l'ha battezzata Warming Island

L'isola che non c'era adesso c'è
emersa dai ghiacci in Groenlandia

POTREBBE diventare il vero simbolo dei cambiamenti climatici che stanno modificando l'aspetto del nostro pianeta. Dennis Schmitt, l'esploratore americano che l'ha scoperta, l'ha battezzata in lingua esquimese Uunartoq Qeqertoq, the Warming Island: sarà un nome che sentiremo spesso. La nuova isola è apparsa in seguito allo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia, il fenomeno che preoccupa di più gli ambientalisti di tutto il globo.

Fino ad oggi si credeva che quel lembo di terra, dalla forma di una mano con tre dita, fosse una penisola coperta dal ghiaccio che si allungava nella parte orientale della costa. Il rapido liquefarsi del ghiacciaio, però, ha mostrato chiaramente che si tratta in realtà di un fazzoletto di terra circondato dall'acqua.
Le fotografie catturate dal satellite fin dagli anni Ottanta mostrano l'evoluzione dello scioglimento del ghiacciaio e, al tempo stesso, svelano ciò che il Professor Schmitt per primo ha capito. Nelle foto risalenti al 1985 questa zona appariva come facente parte integrante della costa della Groenlandia. Già nel 2002 solo un sottile ponte di ghiaccio sembrava collegare le due terre. Oggi le due coste sono del tutto separate a causa di una trasformazione tanto rapida quanto sorprendente.

Ed è proprio la velocità con cui il fenomeno si sta sviluppando che inquieta il mondo scientifico: gli studiosi hanno calcolato che se nel 1996 il ghiacciaio si era sciolto di 50 chilometri cubici, nel 2005 ben 150 chilometri cubici di ghiaccio sono stati depositati nell'acqua. Solo fino a tre anni fa si credeva che ci sarebbero voluti 1000 anni prima che la coltre bianca della Groenlandia si spaccasse per sciogliersi nel mare, ma dal 2004 i dati parlano chiaro: il processo di disintegrazione si sta accelerando e avanza a una velocità tre volte maggiore rispetto a quella degli anni Novanta.

I numeri sono demoralizzanti: secondo modelli elaborati al computer, se davvero il secondo blocco di ghiaccio del globo dovesse veder fondere i suoi 2.5 milioni cubici di chilometri di ghiaccio, il livello del mare del pianeta si innalzerebbe di oltre 7 metri. Intere città ne resterebbero sommerse. Londra e le Maldive sarebbero inghiottite dalle acque. Dati che allarmano i ricercatori in quanto un fenomeno che avesse solo un decimo della portata di quello appena descritto avrebbe già conseguenze devastanti.

Altre isole, intanto, potrebbero emergere dai bianchi blocchi della Groenlandia, svelandosi improvvisamente a chi saprà riconoscerle: geografi ed esploratori di tutto il mondo si sono messi alla caccia della loro personale Atlantide.

(24 aprile 2007)

mercoledì 25 aprile 2007

Boom dell'italiano negli USA

SCUOLA & GIOVANI

In dieci anni raddoppiati gli iscritti, nuove cattedre perfino in Alaska e Porto Rico. Ottanta atenei americani hanno una sede anche a Firenze. "Merito di moda e cibo"

Usa, la rivincita dell'italiano
è boom di corsi all'università

dal nostro corrispondente MARIO CALABRESI

NEW YORK - "Quando il professore fece l'appello, il primo giorno, tutti si voltarono a guardarmi: il mio cognome era l'unico che non finisse con una vocale". Università della Pennsylvania, anno 1956, Daniel Berger, ebreo newyorkese, è l'unico studente del corso di italiano a non essere figlio di emigranti.

Gli americani fanno studiare ai loro figli il francese, la lingua dei viaggi, della gastronomia raffinata e della cultura, l'italiano è identificato con il dialetto che parlano i muratori, i giardinieri e i camerieri dei ristoranti. Mezzo secolo dopo la nostra lingua si è presa la rivincita, in crescita costante da dieci anni, ora è la quarta più studiata nelle università americane e oltre 60mila ragazzi nel 2006 hanno scelto di seguire un corso di lingua e cultura italiana.

"E' un momento magico, ci sono cattedre ovunque negli Stati Uniti perfino in Alaska e alle Hawaii, ne sono appena state aperte due a Puerto Rico". Massimo Ciavolella, che guida il dipartimento di italiano all'Università della California a Los Angeles, ha studiato l'evoluzione del fenomeno: "Vedo tre ragioni per questo boom: è sparita l'idea dell'italiano come emigrante, oggi la nostra lingua si è liberata da quell'immaginario ed esprime un'idea di cultura e di stile. Il successo dei prodotti italiani è servito da traino, penso alla moda e al cibo. L'Italia ha cambiato il modo di vestire e di mangiare degli americani e questo li ha conquistati. Infine è rinata la moda del Grand Tour: Più di 80 università americane hanno una sede a Firenze. Per un giovane studente oggi il viaggio in Italia rappresenta una tappa fondamentale di formazione".

La summer school di Columbia University a Venezia, in cui si studiano lingua, architettura e storia dell'arte, non ha più posti disponibili, come ci racconta Francesco Benelli, che nell'ateneo di Manhattan tiene il corso di architettura rinascimentale: "È nata da tre anni ma ha un successo clamoroso, i ragazzi vogliono scoprire l'Italia e questo è estremamente positivo, ma contemporaneamente va segnalata una crisi degli studi specialistici: a New York c'era una tradizione incredibile di studi sul barocco e il rinascimento, ora sono in forte declino".

Il suo collega Nelson Moe, che al Barnard College supervisiona i programmi di chi per un periodo viene in Italia, conferma: "Prima l'italianistica era lo studio approfondito della Divina Commedia, naturale che fosse per pochi, oggi c'è un approccio interdisciplinare che ha conquistato molti studenti: arte, letteratura, cinema, musica e anche la cultura del cibo procedono insieme. L'italiano è vissuto come una lingua polisensoriale capace di aprire le porte al "bello"". Moe non si spaventa, è convinto che il successo figlio anche del boom dei ristoranti, degli stilisti, dei libri di cucina e dei viaggi sia un utile primo passo: "La sfida è conquistare questi studenti per poi portarli a corsi più avanzati".

Negli anni '60, secondo le statistiche della Modern Language Association, 11mila ragazzi studiavano italiano, nel 1970 erano saliti a 34mila, nel 1998 si supera la soglia dei 40mila iscritti, nel 2004 dei 50mila e lo scorso anno dei 60mila. Tra il '98 e il 2002, c'è un balzo del 30%, straordinario se comparato alle altre lingue europee, che negli ultimi cinque anni si è consolidato. Ancora nel '70 il francese la fa da padrone, con 360mila iscritti, poi comincia un declino che oggi ne fa ancora la seconda lingua studiata dietro lo spagnolo (746.000 iscritti) ma a quota 200mila. Al terzo posto c'è il tedesco, che a partire dagli anni '70 venne identificato come la lingua europea degli affari, ma che oggi ha perso questa caratteristica di idioma indispensabile per il business, lasciando il posto al cinese, che cresce insieme all'arabo.

"Storicamente - spiega Ciavolella, citando la ricerca pensata con Dino De Poli e la Fondazione Cassamarca di Treviso - le cattedre di italiano erano stati aperte soltanto in quelle aree degli Stati Uniti e del Canada dove c'erano i figli degli emigranti, come necessità per lo studio degli italo-americani, oggi non è più così, anche se la maggiore concentrazione resta sulla costa Est". In crescita anche il numero degli iscritti ai master e ai dottorati, si è passati da 925 del '98 a 1100 oggi, ma siamo sotto la soglia dei 1200 iscritti sopra la quale un programma entra nella classifica federale e ha diritto ad avere finanziamenti e borse di studio.

Oggi non siamo più emigranti, Renzo Piano sta per inaugurare il grattacielo progettato come sede del New York Times, Bulgari lancia la sua sfida a Tiffany con un negozio grande uguale che occupa l'angolo opposto della Quinta strada, un italoamericano come Rudolph Giuliani corre per la presidenza e il vino italiano è al primo posto tra quelli importati, davanti ad Australia e Francia. Daniel Berger adesso lavora a Roma, al ministero dei Beni Culturali, è consulente per il recupero delle opere d'arte trafugate all'estero. Se è in Italia il merito è di quel professore che faceva l'appello cinquant'anni fa: "Si chiamava Domenico Vittorini, al pomeriggio insegnava ai cantanti d'opera la pronuncia e la fonetica, creò in me la passione per la lingua e per farmi migliorare la grammatica ogni giorno nelle vacanze estive mi spediva una lettera con un compito da rimandargli il giorno dopo. Allora ero solo, oggi finalmente l'italiano in America è la lingua della cultura".

(la Repubblica 23 aprile 2007)

mercoledì 18 aprile 2007

Mio Fratello è Figlio Unico



Cast
Riccardo Scamarcio, Elio Germano, Angela Finocchiaro, Massimo Popolizio, Luca Zingaretti
Regia
Daniele Luchetti
Sceneggiatura
Stefano Rulli, Sandro Petraglia, Daniele Luchetti
Data di uscita
Venerdì 20 Aprile 2007
Generi
Sociale, Commedia
Distribuito da
WARNER BROS. ITALIA
"MIO FRATELLO è FIGLIO UNICO" Sinossi

Mio fratello è figlio unico - ambientato a Latina, Roma e Torino tra gli anni ’60 e ’70 - è la storia di due fratelli dominati da uno strano modo di volersi bene: a schiaffi, a spintoni, a pugni. Accio (Elio Germano) e Manrico (Riccardo Scamarcio) sono diversi in tutto, uno fascista e l’altro comunista, uno moderato e l’altro estremista, uno chiuso nel bozzolo di un’ideologia che gli impedisce di vedere il mondo come è, l’altro disponibile a ammorbidire la propria visione del mondo a favore di una vitalità totale. A renderli vicini è una sorta di ‘energia’ che li porta a battersi l’uno contro l’altro, un’energia che è giovinezza, voglia di esistere, di essere considerati, di essere amati. Infatti, in questa famiglia dove ci si accapiglia su tutto, c’è un nucleo affettivo misterioso, poiché quei due fratelli che crescono in perenne conflitto, senza comprendersi, in realta’ si amano disperatamente. E ci parlano di un Paese non riconciliato, non pacificato, ossessionato dalla ricerca di una identità che non riesce mai a diventare ascolto dell’altro, confronto vivo con chi è altro da noi. Accio e Manrico finiscono per riconoscersi simili solo nel finale, proprio quando si rendono conto di essere radicalmente e per sempre diversi l'uno dall'altro. Solo allora realmente si “toccano”. E mentre si perdono eccoli lì che si ritrovano, irriducibili eppure, per la prima volta, davvero fratelli.